Le Automobili di Yasuo Otsuka

Bentornati alla scoperta di Yasuo Otsuka. Oggi avrete l’opportunità di approfondire uno degli aspetti secondari menzionati nell’articolo di washi che vi ho portato precedentemente: la passione di Otsuka per la meccanica applicata e le macchine. Lo facciamo grazie a questo articolo di Sean O’Mara.

Dopo un lasso di tempo passato nella sezione narcotici del Ministero della Salute giapponese, Otsuka si unì alla Toei Douga negli anni ’50 ed iniziò a lavorare a film come La leggenda del serpente bianco (1958) e a Le 13 fatiche di Ercolino (1960). Successivamente fece da mentore ai due co-fondatori dello Studio Ghibli, Hayao Miyazaki e Isao Takahata, e nel frattempo aiutò anche a definire l’estetica della prima serie di Lupin III in qualità di supervisore delle animazioni. Si potrebbe scrivere un intero libro sulla sua carriera nel mondo degli anime, ma questo non è il tema di oggi. Piuttosto, parleremo di un’altra delle sue passioni: le automobili.

Otsuka e Miyazaki.

Non per dire che le due siano separate, comunque. Stando a quel che si dice, Otsuka accettò l’incarico di animare l’opening di Wonder 3 di Osamu Tezuka per poter pagare la riparazione di una Isuzu Bellet che aveva danneggiato in un incidente. Dopo, chiaramente, c’è Lupin III, una serie in cui non mancano di certo automobili classiche. In qualità di supervisore delle animazioni della prima serie di Lupin III, Otsuka venne apparentemente incoraggiato da Miyazaki (che era appena passato alla regia) affinché includesse l’iconica Fiat 500 nello show — principalmente perché all’epoca Otsuka stesso ne possedeva una. Successivamente, Otsuka guidò quella stessa auto in un viaggio attorno Kyushu, la terza isola più grande del Giappone.

Verso la fine degli anni ’90, Otsuka fece squadra con Gainax per rilasciare un CD-ROM multimediale chiamato Yasuo Otsuka Military 4×4 Graffiti. Frutto della sua vasta conoscenza dell’argomento (Otsuka ha per anni pubblicato libri e doujinshi proprio su questo tema) e della sua collezione fotografica personale, venne fuori un’estesa presentazione di veicoli militari con tanto di “ottimi e rinomati pezzi jazz in sottofondo”. Ma in realtà questo trio composto da Otsuka, Gainax e i veicoli militari ha origini più remote.

Uno dei tanti libri curati e/o illustrati da Otsuka.

Nel 1984 un giovano Yoshiyuki Sadamoto si unì alla Telecom Animation Film per lavorare sotto Otsuka. Sadamoto si era fatto strada nel mondo dell’animazione professionale grazie Fortezza Super Dimensionale Macross e ai suoi amici di Daicon Film (successivamente Gainax), e una decina di anni dopo sarebbe diventato famoso per essere il character designer di Neon Genesis Evangelion. Sadamoto è anch’egli un grande appassionato e intenditore di automobili con un debole per quelle francesi.

Verso fine anni ’80 la Gainax aveva concluso la produzione di Le ali di Honneamise (1987) e stava facendo altri lavori sotto contratto qua e la’. Uno di questi era per Bandai e si chiamava Appleseed, un OAV basato su di un manga dell’allora mangaka novellino Shirow Masamune. Prendendo ispirazione da una maschera di Briareos [uno dei personaggi di Appleseed] di dimensioni naturali costruita dal futuro creatore della tuta da mostro della trilogia Heisei di Gamera, Fuyuki Shinada, il team di Gainax decise di filmare in versione live-action il video promozionale dell’OAV.

Proprio all’interno di quel video promozionale, che apparentemente era poco più di una scusa per filmarsi tra amici in costume e poter sparare cartucce in un deposito abbandonato, appariva anche una vecchia Jeep. Quella Jeep apparteneva ad un mangaka noto come SUEZEN [Fumio Iida], il quale lavorò proprio a Le ali di Honneamise e successivamente illustrò l’iconica cover della rivista Rolling Stone con protagonista Rei Ayanami di Evangelion [che trovate qui]. Dov’è che SUEZEN prese quella Jeep? Da Yasuo Otsuka, ovviamente.

La M422 Might[y] Mite fu uno dei successori della Jeep realizzato per essere abbastanza leggero da poter essere trasportato dai primi elicotteri, ma venne impiegato esclusivamente dalla Marina statunitense. Manco a dirlo, Otsuka ne aveva una.

Nonostante potremmo considerare la Jeep come uno dei veicoli americani più iconici della Seconda Guerra Mondiale, anche la sua presenza nel Giappone del dopoguerra è altrettanto affascinante. Seguitemi per un attimo:

La Willys MB, o Jeep, (nome comunemente attribuito alla pronuncia [inglese] di “GP”, ovvero General Purpose [scopo generale], ma probabilmente riferito al personaggio Eugene the Jeep [in italiano Eugenio il Gip] di Braccio di Ferro) fu creata dall’esercito statunitense all’inizio della Seconda Guerra Mondiale e successivamente utilizzata dagli eserciti delle Nazioni Unite.

Dopo la guerra, la Jeep sopravvisse in Giappone sotto due forme differenti. Nei primi anni ’50, Toyota ne produsse una versione chiamata Jeep BJ [eccola qui] con l’obiettivo di venderla all’esercito statunitense, al tempo impegnato nella Guerra di Corea. Invece, Toyota finì col venderla all’Agenzia Nazionale di Polizia giapponese grazie ad un espediente che consisteva nel guidarla su per il Monte Fuji. Nel tentativo di differenziarla dalle altre Jeep fu successivamente rinominata “Land Cruiser”, nome che in breve diventò rappresentativo di una linea originale di Fuoristrada giapponesi. Il Land Cruiser sarebbe poi diventato il primo grande successo internazionale di Toyota, nonostante i risultati del primo anno di operazione negli Stati Uniti, nel quale ne venderono soltanto uno.

Un’immagine della Toyota BJ di fronte al Monte Fuji.

Mitsubishi, il competitor di Toyota, decise di contrattaccare acquistando la licenza delle Jeep di Willys e poi producendole stesso in Giappone. A differenza di Toyota, Mitsubishi continuò a produrre quel modello apportando soltanto iterazioni marginali e piccoli rinnovamenti, come, ad esempio, aggiungendo nuovi motori e stili di carrozzerie. Sorprendentemente, Mitsubishi continuò a produrre le sue Jeep (tutte praticamente identiche a quelle che producevano negli anni ’50) fino al 1998, quando le crescenti norme sulle emissioni li costrinsero ad interromperne la produzione. Il caso vuole che proprio quell’anno Otsuka pubblicò il suo CD-ROM.

Di questi tempi [2017] Otsuka è un consulente per Nippon Military Vehicles Association, un gruppo che restaura e mette in mostra veicoli militari. Nonostante la sua vita da animatore faccia ormai parte del passato, Otsuka continua a realizzare illustrazioni per il merchandise di diverse organizzazioni ed è possibile trovare suoi lavori su magliette e su calendari.

Alla sua età, Otsuka potrebbe permettersi di rallentare e rilassarsi, eppure non sembra proprio avere alcuna intenzione di farlo. Stando ad alcune voci avrebbe in mente di aprire un Museo di veicoli militari a Fujiyama contenente la sua collezione di veicoli.

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