Intervista a Sanda, animatore di One Piece, Boruto, Pokémon e tanti altri anime!

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Recentemente su HOBBYCONSOLAS Antonio Sánchez-Migallón ha pubblicato un’interessante intervista ad Alexandre Gomes, in arte Sanda, un giovane animatore francese che lavora nell’industria degli anime. Durante l’intervista Gomes ha parlato delle sue esperienze come animatore, dandoci al contempo qualche informazione interessante sulle attuali condizioni di lavoro in Toei.

Una foto di Gomes

1) Ricordi qual è stato il tuo primo lavoro come animatore in Giappone?

Il mio primo lavoro nel settore è stato quello di intercalatore per la serie Pikaia!! di NHK. Dopo qualche tempo ho iniziato a lavorare a Pokémon Sole e Luna con lo studio OLM.

2) Qual è la parte più difficile da afferrare quando lavori ad un’animazione?

Come key animator, tutte le parti sono difficili. Realizzare lo sfondo, la prospettiva, gli angoli della telecamera, i personaggi in movimento, ecc… Tutto questo dipende molto dal tipo di contenuto presente nei cut su cui andiamo a lavorare. Quelli che contengono scene di recitazione abbastanza basica sono spesso alquanto difficili da realizzare, nonostante a primo acchito possano sembrare più semplici di quelli in cui ci sono scene d’azione. Personalmente alle volte trovo difficoltà nel disegnare gli scenari o tutti quei personaggi che non sono umani (Pokémon, animali, mostri…).

3) Ricordi, uno ad uno, tutti gli anime a cui hai partecipato? Qual è il tuo preferito e quali dei suoi personaggi hai amato maggiormente?

Credo di ricordarmeli tutti, si. Come key animator e 2nd key animator ho lavorato a One Piece, Dragon Quest – La Grande Avventura di Dai, Boruto, L’Attacco dei Giganti, Meiji, Pokémon, Yokai Watch, Baki, Le Bizzarre Avventure di Jojo, Major SecondRide your Wave. Come intercalatore, invece, ho lavorato a City Hunter Private Eyes, Beyblade, e ai film di Pokémon, Doraemon, Zoids, Pikaia!! e Inazuma Eleven.

Tra tutte queste serie le mie preferite sono One Piece e Dragon Quest. I personaggi che preferisco animare sono Luffy e Zoro per quanto riguarda One Piece, mentre per Dragon Quest direi Dai, mi piace molto disegnarlo.

4) Tenendo a mente tutti gli studi d’animazione con i quali hai lavorato, tra cui OLM, Pierrot, WIT, David Production, Science Saru, TMS Entertainment e Toei Animation… è vero che quello che ti è piaciuto di più è stato proprio Toei? Ci spiegheresti il perché?

Si, adoro tantissimo le serie di Jump, e Toei è lo studio che più di tutti ne realizza gli adattamenti animati. Per me è sempre un piacere poter conoscere e lavorare in un team pieno di grandi nomi, insieme a persone che hanno lavorato a Dragon Ball, per esempio. Inoltre ho come l’impressione che di recente gli orari di lavoro dello studio siano migliorati, stanno lasciando più libertà agli animatori. C’è anche da dire che fortunatamente sono riuscito a conquistarmi la loro fiducia, e i miei disegni hanno al massimo subito qualche correzione qua e la (ciò già dipende da episodio ad episodio, però in generale il mio lavoro è stato buono). Fino ad ora ho sempre avuto buone esperienze e ciò mi ha permesso di migliorare molto.

5) Hai affermato che il tuo primo contatto con la cultura giapponese è avvenuto grazie a Dragon Ball. Com’è visto Dragon Ball in Giappone? È super popolare come qui da noi in Spagna o Francia?

In Giappone è persino più presente che in Europa. Qui è molto difficile passare una giornata senza imbattersi in qualche modo nella serie, che sia con il suo merchandising, con un poster o magari con un suo annuncio televisivo. Fa proprio parte della cultura del paese. Akira Toriyama è un autore enormemente importante in Giappone. Dragon Quest, Dragon Ball e Dr. Slump&Arale continuano a ricevere molte attenzioni tutt’ora.

6) Se avessi l’opportunità di prendere un caffè con Akira Toriyama, Eiichiro Oda o Masashi Kishimoto chi sceglieresti, e perché?

Toriyama, ma sarebbe impossibile dato che non si fa mai vedere. Sono stato svariate volte di fronte al suo studio, Bird Studio, nella prefettura di Aichi, perché la nonna di una delle mie amiche giapponesi vive a 10 minuti da casa sua. Una bella coincidenza, insomma (ride).

Un piccolo Goku disegnato da Sanda.

7) Secondo te qual è il miglior animatore giapponese di tutti i tempi? Qual è invece quello che ti ha ispirato maggiormente nel tuo lavoro?

È veramente difficile sceglierne uno perché ce ne sono a bizzeffe in Giappone, però apprezzo tantissimo Norio Matsumoto e Yoshimichi Kameda. Per quanto riguarda quelli che maggiormente mi hanno ispirato negli ultimi anni, direi Cheng Xi Huang (Seki Ko) e Takeshi Maenami.

8) Qual è il tuo miglior lavoro come animatore? C’è una qualche scena in particolare che ti fa sentire orgoglioso o che ha un significato particolare per te?

C’è una scena parecchio lunga di One Piece che ho recentemente realizzato. L’episodio uscirà verso fine anno. Inoltre menzionerei anche la scena di Luffy e il suo haki che ho fatto nell’episodio 937. È stato fantastico avere l’opportunità di lavorare ad una scena così tanto importante per la serie. In generale, non sono quasi mai orgoglioso del mio lavoro. Mi stanco velocemente dei disegni che faccio perché mi accorgo di tutto quello che avrei potuto fare per migliorarli. Tutto questo lo vivo come un lungo allenamento, più che come un qualcosa di cui andare fiero.

9) Se annunciassero una nuova serie animata di Dragon Ball Super ti piacerebbe lavorarci su? E comunque, credi che sarebbe plausibile un remake della serie originale con Goku bambino?

Se avessi l’opportunità di lavorare a Dragon Ball mi ci fionderei, assolutamente, però per ora c’è soltanto Dragon Ball Heroes, e credo ci vorrà ancora del tempo prima di vedere il ritorno di Super. Mi piacerebbe tantissimo vedere un remake della serie originale di Dragon Ball. Guardando come anche Dragon Quest stia ricevendo vari remake e reboot direi di si, magari in futuro, però in effetti c’è ancora molto materiale di Super da adattare, quindi non credo succeda dall’oggi al domani.

10) Non vediamo l’ora di vedere il nuovo anime di Dragon Quest al quale hai lavorato. Quali aspettative dovremmo avere? Credi che l’adattamento coprirà tutti e 37 volumi? Sarà fedele al manga originale?

Per quanto riguarda Dragon Quest – La Grande Avventura di Dai è importante sapere che lo staff è composto da fan che sono cresciuti leggendo il manga. Tutti condividono una forte passione nei confronti dell’opera originale. Soltanto chi ha letto il manga può capirne la grandezza. Insomma, il fumetto venne pubblicato su Jump durante l’epoca di Dragon Ball e si impose subito come uno dei migliori manga di tutti i tempi, senza alcun dubbio.

Personalmente credo che la serie coprirà tutta l’opera originale, proprio per volontà di Horii Yuji [l’autore]. Il ritmo dell’adattamento sarà quindi più veloce rispetto alla versione degli anni ’90, più o meno il doppio. Ciononostante secondo me il ritmo non risulterà né troppo veloce né troppo pesante, i fan del manga sentiranno tutta la passione posta dallo staff. E per coloro che invece scopriranno Dai con questo remake, se vi piacciono storie con tanti combattimenti allora state per trovarvi davanti a ciò che di meglio il mercato ha da offrire. In qualità di grande fan di Dragon Ball devo dire che Dragon Quest è un ottimo rivale per la serie da molti punti di vista. Spero che Dai vi conquisti tutti.

11) Abbiamo notato che Toei Animation ha migliorato il suo stile d’animazione negli ultimi mesi. Sai cos’è successo? Abbiamo notato i cambiamenti sin da Dragon Ball Super Broly, Digimon Adventure 2020, l’arco di Wano di One Piece e i trailer di Dragon Quest. Lo studio vi ha dato nuove indicazioni per lavorare?

Toei ha recentemente cambiato studio per spostarsi a Ooizumi-Gakuen. Questa scelta è dovuta ai numerosi cambiamenti che lo studio ha adottato inerenti la fase di produzione. Adesso non c’è più bisogno di sforzarsi tanto per rispettare gli orari, anche se rimangono comunque stringenti. Alla fin fine parliamo sempre del Giappone, un paese dove gli orari di lavoro sono molto lunghi, però caspita se sono migliorati. Improvvisamente ho l’impressione che organizzino meglio lo staff, gli orari, la distribuzione del lavoro tra gli animatori, ecc…
Dal punto di vista dello staff c’era voglia di rinnovare e di fatto abbiamo visto cambiamenti in regia sia con l’arco di Wano in One Piece che con l’ultima pellicola dedicata a Broly.

Per quanto riguarda la grafica, adesso Toei utilizza un filtro speciale, prodotto da loro, che una volta applicato al tratto degli animatori fa sembrare il tutto più artigianale, come quando si utilizzava il rodovetro. Credo che il ritorno difficoltoso di Dragon Ball Super li abbia un po’ stancati, tra le tante cose. Poi c’è anche il nuovo anime di Dai, che dal punto di vista della fluidità delle animazioni mi sembra ottimo, e anche per quanto riguarda l’aspetto registico si vede che c’è stato molto impegno dietro.

Per tutto il resto invece non è cambiato molto.

Quale consiglio daresti a tutti gli artisti che vorrebbero entrare nel mondo dell’animazione giapponese? Ce lo fai anche un bel saluto a tutti i nostri lettori? Grazie per aver accettato la nostra intervista, soprattutto in un periodo difficile come quello che stiamo vivendo.

Lavorate sul vostro tratto, i giapponesi vogliono qualcuno che abbia una propria identità, ma ovviamente all’inizio commetterete molti errori. Inoltre dimostrate di saper disegnare in stile anime, fate vedere agli studi che siete familiari con esso, è importante. Una volta in possesso di buone fondamenta di disegno, se avrete la passione e la motivazione necessarie riuscirete sicuramente a sistemarvi. Non abbiate paura di lavorare molto e non riuscire ad arricchirvi.

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