Due parole su The Seven Deadly Sins: Prisoners of the Sky

Come immagino sappiate, il 31 Dicembre Netflix ha pubblicato sul suo sito il primo film tratto dal celebre manga del maestro Suzuki Nakaba: The Seven Deadly Sins Movie: Prisoners of the Sky. Seppur io non abbia ancora parlato della serie TV (sto ovviamente aspettando la fine dell’adattamento animato per farlo), ho deciso di spendere due parole sul film, in quanto slegato da quest’ultima e quindi giudicabile come stand-alone.

Con questo breve articolo, però, voglio soltanto fornirvi degli spunti da utilizzare per decidere se guardare il film o meno. Cercherò quindi di riassumere le mie opinioni sulla pellicola senza fare spoiler di alcun tipo.

La Trama

I Seven Deadly Sins viaggiano in un’isola remota alla ricerca dello “Sky Fish”. Meliodas ed Hawk finiscono col ritrovarsi nello Sky Palace, un posto che risiede oltre nuvole nel quale ogni abitante ha le ali. Meliodas però viene scambiato per un criminale e quindi viene arrestato; nel mentre i cittadini stanno preparando la loro cerimonia di difesa contro una bestia feroce che si risveglia una volta ogni 3000 anni. ma i Sei Cavalieri Oscuri, l’armata del Clan dei Demoni, arrivano e rimuovono il sigillo sulla bestia per mettere in pericolo la vita degli abitanti dello Sky Palace. Meliodas ed i suoi compagni s’incrociano con i Sei Cavalieri di Black in battaglia.

Il reparto tecnico in breve

Animazioni e Regia

Alla guida del progetto troviamo Noriyuki Abe, un direttore “stagionato” che ha partecipato alla realizzazione di tante opere celebri del passato, tra le quali Yu Yu Yakusho, Hajime no Ippo e GTO. Per quanto riguarda le pellicole, lo possiamo trovare alla direzione di molti film di Bleach e altri titoli meno popolari. Insomma, stiamo parlando di un direttore che di certo non è alle prime armi e che ha tutta la voglia di stupire il pubblico. Ad aiutarlo troviamo inoltre Nishikata Yasuto, un direttore che ha lavorato spesso al suo fianco, accompagnandolo spesso nella direzione di svariati episodi di Bleach ed Arlan Senki. Avendo già lavorato insieme in diverse occasioni, il risultato non può che essere di buona qualità, giusto?

Si, il lavoro è a mio avviso di buona qualità…per una serie TV. Siamo nel 2018, ed ormai il pubblico è abituato anche fin troppo bene dalle serie in corso. Proporre delle scene come queste in un film del 2018 è a mio avviso abbastanza triste. Per carità, non sto affermando che siano mal fatte, sto cercando di dire che mi sarei aspettato di meglio.

OST

Allo stesso modo che per la sezione precedente: sono rimasto deluso. Le OST esclusive del film ci sono eccome, ma sono di minor rilievo e poco identificabili, lasciando spazio a quelle della serie TV per i momenti più importanti in cui potrebbero fare la differenza. Deludente.

Storia e personaggi

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Per quanto riguarda la storia, essa si colloca poco dopo l’inizio della seconda stagione dell’anime, in quanto Hawk possiede già l’orecchino donatogli da Merlin con il quale è in grado di quantificare il potere dei nemici.

La storia in generale si rivela estremamente banale e prevedibile, oltre che basata praticamente sulla stupidità dei alcuni personaggi secondari. Sul serio, degli espedienti narrativi così ridicoli sono comuni soltanto alle serie comiche, ma mai avrei pensato di vederli in questo film. Ad un certo punta la stupidità di alcuni personaggi è cosi surreale e duratura che ha iniziato ad irritarmi, facendomi chiedere più volte quanto mancasse alla fine del film.

I personaggi secondari come Solaad e il padre sono davvero poco approfonditi e agiscono per delle motivazioni alquanto banali, risultando poi in perfetto accordo con la classica profezia che guarda caso si tramanda da millenni e che si compie proprio in quel momento. Solaad, così come la comunità di cui fa parte, si rivela in grado di utilizzare l’Ark solo alla fine dopo averle prese dai nemici in modo brutale. Mi chiedo quindi, ma non potevano usarlo sin dall’inizio?

I cattivi sono poco inspirati e troppo simili a quelli della serie TV. Magari questa è soltanto un impressione mia, lascio a voi il giudizio.

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Date il benvenuto a Derocchio, un mem-.. volevo dire un cattivo.

Berlion mi ricorda troppo Hendrickson. Sicuramente parte di questa somiglianza è dovuta allo stile dell’autore, però comunque a mio avviso sono troppo simili.

Pump è praticamente la versione meno interessante di Galand.

“MORITE PEONIH”

E com’è andata al Box Office?

In Giappone il film non ha sicuramente spopolato, riuscendo a mantenere una buona posizione in classifica solo nella prima settimana, per poi iniziare a crollare inevitabilmente per fare spazio ad altre pellicole. Queste classifiche fanno riferimento ad agosto di quest’anno, periodo nel quale il film è stato trasmesso nei cinema giapponesi.

Quindi vale la pena vederlo?

Vi confesso che se questo film fosse uscito al cinema, allora a mio avviso non varrebbe affatto il prezzo del biglietto, in quanto si ridicolizza da solo facendo appiglio a degli elementi narrativi davvero imbarazzanti. Tuttavia, dato che è incluso su Netflix, posso consigliarvi di vederlo soltanto se siete appassionati della serie ed avete un’ora e quaranta minuti da buttare. Per il resto, no non ne vale la pena.

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