Shōjo Shūmatsu Ryokō: la contraddizione dei sensi (Contiene Spoiler)

Shoujo Shuumatsu Ryokou è un opera che mi ha dato molta difficolta descrivere. Ho pensato a lungo su cio che volevo dire e su come esprimermi in modo efficace riguardo cio che ho provato guardandolo. Non nascondo d’aver, in piu occasioni, iniziato a scrivere la recensione, tutte le volte in modo diverso e con temi diversi, fallendo miseramente e cancellando il tutto. Avevo, al principio, intenzione di scrivere due articoli distanti tra loro su quest’anime, idea che poi ho accantonato per vari motivi. Non nascondo, inoltre, che mai mi sono trovato cosi in difficolta anche solo nel decidere che approccio dare a una recensione.

Detto cio, mi piacerebbe cambiare l’approccio di questa breve lettura in un modo un pò strano, ma, a parer mio, perfettamente calzante: d’ora in avanti, a seconda del contesto, al posto della parola “commento” utilizzeremo “viaggio”. Apriamo, quindi, il nostro viaggio parallelamente a quello di Chito e Yuri, le nostre due protagoniste. Il nostro di viaggio, tuttavia, sarà soltanto l’ombra del loro. Ci limiteremo ad osservarle, mentre avanzano nella loro avventura, con grande attenzione, ma senza mai slegarci da loro. Con cio intendo dire che questa volta non ci spingeremo “oltre”, come vi ho da sempre abituati. Questa volta non voleremo piu in la per fare dei ragionamenti astratti e, per tanto, condivisibili fino ad un certo punto. In questo viaggio rimarremo con Chito e Yuri. Analizzeremo le loro azioni e parole. Analizzaremo cio che le circonda e cio che non le circonda. Ogni loro sguardo. gesto e opinione e pensiero e azione sarà oggetto della nostra attenzione piu totale ed assoluta. Infine, creeremo un quadro generale che ci servirà a comprendere a pieno, spero, quest’opera meravigliosa.

Il nostro viaggio inizia nella stessa terra congelata ed invivibile, triste e desolata, sola e silenziosa, in cui Chito e Yuri proseguono la loro avventura ormai iniziata da chissa quanto tempo. Le nostre protagoniste sono smarrite in un posto buio e silenzioso, proprio come noi lo siamo nel guardarle e nel capire che nulla ci verrà mai spiegato od introdotto. Tuttavia, Chito e Yuri non sono spaventate a causa del loro smarrimento, continuano a parlare in modo spensierato. Nel loro tono di voce non troviamo alcuna esitazione o paura, solamente un’invidiabile tranquillità e voglia di trovare la strada giusta al piu presto. Questa paradossale situazione tranquillizza anche noi, in quanto sappiamo che se loro non sono spaventate allora semplicemente non c’è motivo per esserlo. Una volta fuori, trovano delle scorte e delle munizioni e la situazione ci mette davvero poco a diventare intollerabile. Da un clima allegro e leggero che fa da contorno a battute simpatiche e spirito di cooperazione, ci ritroviamo con Yuri che punta il fucile contro la sua compagna. Il cuore di Chito, proprio come il nostro, si ferma per un momento. La nostra mente, così come il paesaggio in cui loro si trovano, si congela ed è assediato dalla tempesta. Poi, Yuri abbassa il fucile e ride, il sole sorge e l’episodio si conclude.

Ci troviamo davanti a una maestria nella gestione dei ritmi di narrazione cosi spaventosa che è in grado di prevedere le nostre emozioni e rappresentarle su schermo. Tutto questo è inoltre espresso con uno stile di una semplicità disarmante, che però riesce a trasmettere delle emozioni cosi complesse e meravigliose da lasciarci senza parole. Ciò che ho appena descritto, il sole che sorge insieme al nostro sollievo e la tempesta che incombe proprio come i nostri dubbi sulle intenzioni di Yuri, sono meccaniche che rivedremo durante tutto l’arco della serie, senza però mai accorgercene oggettivamente. Ai nostri occhi, abituati alla complessità del mondo in cui viviamo, una manifestazione cosi pura, semplice ed iconica dei nostri sentimenti sullo schermo finisce semplicemente per abbagliarci a tal punto che guardiamo in tutte le altre direzioni ed osserviamo tutto il resto, senza però poter mai guardarne la fonte.

Osserviamo come ad uno sfondo tetro vengono aggiunte delle luci brillanti.

Quando prima ho utilizzato la parola “paradossale”, non è stato un caso. Il piu grande attributo di Shoujo Shuumatsu Ryokou è proprio questo: l’abilità di contraddire se stesso, la sua “paradossalità”. Durante i suoi dodici episodi, Shoujo Shuumatsu Ryokou non smette mai di contraddirsi, proprio come lo spettatore non smette mai di interrogarsi su ciò che sta provando esattamente durante la visione di questa meraviglia dell’animazione. Con “paradossale” intendevo il fatto che nonostante cio che ci sia intorno a Chito e Yuri sia tutto il tempo morte, distruzione, desolazione e disperazione, le nostre protagoniste sono tutt’altro che scosse, tutt’altro che provate. Chito e Yuri ci portano a spasso nell’inferno con una allegria unica. Il loro approccio non è mai negativo, Chito e Yuri portano sempre speranza, genuinità, innocenza e spenseriatezza con loro. Quando si trovano in una situazione complicata, in cui persino lo spettatore si frustra, si spaventa, si dimena dentro, in cui lo spettatore non puo far altro che notare quanta morte e distruzione ci sia attorno, loro sono sempre messaggere di allegria e speranza. Questa è la meravigliosa contraddizione che Chito e Yuri portano con loro, e che rispecchia perfettamente lo stato d’animo di noi spettatori mentre le osserviamo. Shoujo Shuumatsu Ryokou non è null’altro che lo specchio di noi stessi posto su schermo, fatto opera. Essa possiede un’anima, è viva.

Nonostante lo stile adottato in questa serie sia semplice e genuino, i temi trattati al suo interno sono l’opposto. Chito e Yuri non rimangono mai ferme, loro crescono in ogni episodio. Crescono sia individualmente che collettivamente. Imparano a volersi bene ed a convivere l’una con l’altra sempre meglio con il passare del tempo. Mai smettono di imparare o di interrogarsi su questioni di grande importanza. E le loro risposte sono sempre di una semplicità sorprendente. Noi, insieme a loro, faticheremo a trovare delle risposte immediate. Nel mondo moderno ci poniamo domande di una complessità inarrivabile, ma ci dimentichiamo delle basi. Tentiamo, con tutte le nostre energie, di comprendere cio che ci sembra complesso, ma poi, quando ci viene posta una domanda all’apparenza cosi semplice e breve, dubitiamo come non mai. Ci dimentichiamo che per risolvere un’equazione matematica di alta complessità dobbiamo saper contare. 

Girls Last Tour, Episodio 8: Chito e Yuri ballano ubriache sotto la luce della Luna.

Domande come quelle dell’episodio cinque, che ci terranno occupati per molto tempo: cos’è la musica? A cosa serve? Qual’è il suo effetto sull’uomo? Qual’è la caratteristica principale che distingue cio che è vivo da cio che non lo è? La ragione? L’empatia? Il linguaggio? Proprio le qualità che sono mancate agli umani e che li hanno condotti all’autodistruzione. Cos’è la vita e come possiamo definirla? E cos’è l’empatia? Puo un robot provare empatia per un umano o viceversa? Queste sono le domande che, Chito e Yuri all’inizio e poi noi alla fine, ci porremmo durante l’episodio nove. A queste domande, Chito e Yuri troveranno la loro risposta con il tempo, tra un ubriacata sotto la luna e l’altra.

Parallelamente alla scoperta del mondo e dell’eredità lasciata dagli umani prima della loro quasi totale estinzione, c’è la graduale e terrificante scoperta della causa di quest’estinzione: la guerra. L’uomo, incapace di empatizzare – valore su cui si basa l’opera, ovvero comprendere l’emozione altrui, e in questo caso dello spettatore -, ha distrutto se stesso affidandosi alla creazione di armi cosi potenti e letali da polverizzare qualsiasi cosa in un attimo. Mai un episodio di un’anime mi ha inferto cosi tanta disperazione e tristezza come l’episodio undici, in cui vediamo in azione una di queste armi. Questo è l’unico episodio in cui Chito e Yuri si scontrano violentemente contro il mondo che le circonda e che hanno sempre affrontato con positività. Vedere una scena come quella della città in fiamme e del robot accasciarsi a terra è stata una tortura mentale senza precedenti. Tutta l’ambiguità e la tristezza accumulata, e messa da parte durante gli episodi precedenti, esplode in quella scena provocando un misto d’emozioni senza precedenti.

Il cerchio si conclude poi con la terribile scoperta nell’ultimo episodio: La terra è prossima alla morte, è alla fine del suo ciclo. Eppure, di fronte a tale scoperta, Chito e Yuri non si scoraggiano, ma continuano con la loro avventura quasi aspettando la loro morte e quella del pianeta. Del resto, è proprio questo che ci hanno insegnato a fare, affrontare il piu triste e terribile degli scenari possibili, la piu irreparabile e disperata situazione in cui possiamo mai immaginare di capitare, con positività ed allegria, con cooperazione e SEMPRE con una grande ed incommensurata -ancora di piu di quanto possa essere incommensuratamente grande la tristezza che proviamo – curiosità e voglia di crescere.

Le parole, ragazzi, mi sono finite. Il viaggio nostro è concluso, quello di Chito e Yuri durerà ancora per un po.

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