Perché è importante abbattere il pregiudizio?

Ormai gli anime sono quasi un fenomeno di massa. Ogni stagione è ricca di serie interessanti che, ovviamente, attraggono molti spettatori, sia nuovi che “veterani”. Negli Stati Uniti e in Europa sono sempre di più le aziende che investono licenziando anime, con l’obbiettivo di portarli nelle nostre case. Ogni stagione la quantità di serie che queste case produttrici riescono a sfornare è gigantesco. A questo si aggiunge anche il fatto che Netflix abbia iniziato ad aumentare esponenzialmente il budget dedicato all’acquisto di licenze anime (e abbia persino iniziato a creare anime originali), proprio a riprova del fatto che considerano investire nel settore un ottima scelta. Questo aumento esponenziale, sia in quanto produzione che in quanto al numero di spettatori, ha permesso agli studi d’animazione di ottenere tantissimi fondi che, ovviamente, vengono investiti nel settore per generare un miglioramento nella qualità tecnica degli anime prodotti. In poco tempo, ci siamo ritrovati con degli anime che migliorano tecnicamente stagione dopo stagione: animazioni sempre più fluide e durature, OST e melodie appositamente create per la serie, artisti famosissimi (almeno in Giappone) ingaggiati per comporre l’opening e l’ending della serie, e chi più ne ha più ne metta. Ragazzi, non sottovalutiamo questi aspetti. Creare una sequenza animata è un lavoro duro e stressante, e proprio per questo anche realizzare una semplice corsa di un qualsiasi personaggio si rivela essere un compito arduo da realizzare. Avere una qualità superiore nelle animazioni significa aver contrattato più persone a lavorare, significa pagare più stipendi solo per ottenere un miglior risultato. Allo stesso modo, comporre delle OST originali richiede uno sforzo enorme. Per farlo è, ovviamente, necessario ingaggiare dei musicisti esperti che dovranno dedicare anima e corpo per comporre una melodia in tempi brevissimi.Questo continuo sviluppo del settore d’animazione ha pero un lato negativo: il costante miglioramento delle serie implica anche un rapido invecchiamento di quelle precedenti che, in poco tempo, diventano obsolete. Possiamo, senza sforzo, accorgerci della grande differenza nelle animazioni e nei disegni di un anime uscito nel 2015 rispetto ad uno del 2018. Figuriamoci se guardiamo una serie del 2010. Questo, pero, è un problema. È un problema in quanto la qualità dei disegni e delle animazioni sono ormai il criterio principale sul quale basare il giudizio generale di un anime. Dopotutto quella è la prima cosa che si vede, il primo mattone su cui costruire il muro dell’opinione. Ci permettiamo, con sfacciataggine, di giudicare l’arte in base a come ci appare, in base alla prima impressione che ci facciamo di essa. Risaltiamo, ciecamente, le qualità più appariscenti di un opera convinti di comprenderla. Eppure trascuriamo ciò che c’è dietro: ignoriamo, ad esempio, la dedicazione che è stata messa nell’ideare una storia originale e ben scritta. Non più la storia, quello viene dopo. Non più l’originalità, quello è un attributo ormai più unico che raro. Non più lo sviluppo dei personaggi, quello non interessa a nessuno.Ma quest’articolo, ragazzi, non l’ho concepito con l’obiettivo di “sgridare” lo spettatore medio, quello è un compito accessibile a tutti. Proporrò, infatti, un piccolo esperimento: a seguire proporrò tre anime diversi, ognuno afflitto da un pregiudizio diverso. Vi invito, con grande entusiasmo, a guardare questi tre anime. Scriverò, in modo breve e conciso, quali sono i pregiudizi che li hanno colpiti e cosa in realtà si nasconde dietro di essi. Mi piacerebbe leggeste la prima parte del riassunto – quella dei pregiudizi – prima di guardare la serie, e, una volta terminata, potrete continuare con il resto. Vi invito, inoltre, a partecipare in modo serio e onesto, a mettere da parte i preconcetti e le opinioni dei vostri amici. Vi chiedo di evitare di giudicare qualcosa in base al pensiero altrui o senza conoscerla a fondo.Ciò che vi sto chiedendo è di mettervi in gioco, di sfidare voi stessi. Vi sto invitando, per una volta, ad essere voi gli artefici delle vostre idee. Ma bando alle ciance:

PING PONG THE ANIMATION

La totalità delle critiche che i finti espertoni – AKA “ho 1000 anime completati su Myanimelist” – sui forum rivolgono a Ping Pong the Animation sono indirizzate a ciò che è giudicabile senza la necessità della visione completa dell’opera: i disegni e lo stile grafico. Ritengono quelle immagini che stanno vedendo “non adatte” all’opera; ma come si può definire uno stile non adatto ad un opera che non si conosce? Affermano che i disegni siano “brutti” o “mal fatti”, che le animazioni siano “deformi” e i corpi “non proporzionati”. Nascondono il loro pregiudizio dietro la pretesa che tutto sia il più possibile vicino alla realtà: che i corpi siano sempre perfetti, che le animazioni siano sempre quelle a cui sono abituati, che i disegni non si discostino dal mondo vero. Eppure dimenticano che la bellezza dell’animazione è proprio quella di rappresentare la realtà in modo surreale, a differenza del modo in cui questa viene rappresentata, ad esempio, nel cinema. I loro occhi non accettano ciò che è differente, e per questo lo ripudiano a prescindere. Criticano lo stile di un genio come Yuasa, senza aver mai toccato una matita in modo serio nella loro vita.

Parte 2

Ciononostante, Ping Pong the Animation riesce a regalare delle emozioni uniche e straordinarie. Riesce, con dei disegni sporchi, deformi, sproporzionati e estremamente semplici, a farti amare ciò che stai guardando. Raggiunge perfettamente il suo obiettivo, quello di emozionare, e dimostra che è possibile farlo anche senza i classici disegni. Ping Pong the Animation è uno schiaffo in faccia all’industria anime moderna in quanto dimostra che tutto ciò su cui l’industria sta puntando è in realtà secondario. Dimostra che per emozionare lo spettatore non c’è bisogno di animazioni epiche o disegni stratosferici, serve una storia convincente e una narrazione accattivante. Eppure, in Ping Pong the Animation le animazioni epiche e i disegni stratosferici ce ne sono a bizzeffe, ma hanno solo uno stile diverso, uno stile a cui bisogna abituarsi.

PUELLA MAGI MADOKA MAGICA:

Prima dell’arrivo di Madoka, gli anime sulle fatine – o Mahou Shoujo – erano considerati per bambini. Ciò è dovuto dal fatto che i temi trattati da quel genere, nella maggior parte dei casi, sono banali e semplici, il che li allontanava dal pubblico adulto. Questo, infatti, è proprio il più grande pregiudizio che affligge lo spettatore nel momento in cui egli si imbatte in Madoka. Suppone, in anticipo, che anche Madoka Magica sia una “bambinata”. Si autoconvince di non trovare nulla di interessante durante la visione dell’opera, guidato semplicemente dal fatto che è un anime sulle fatine. C’è da biasimarlo? No. Dopo anni e anni di Mahou Shoujo tutti uguali, è scontato che le persone ormai identifichino il genere come “per bambini” a prescindere.

Parte 2

Mai, e dico mai, qualcuno si sarebbe potuto immaginare che un anime sulle fatine potesse trattare temi per adulti, che potesse esser pieno di spunti interessanti, ricco di scene memorabili, tristi, epiche, vivaci e colorate. Mai sarebbe passato per la testa dello spettatore medio che Madoka Magica potesse rivelarsi un anime che genera così tante riflessioni, che sprona il pensiero a suon di grandi domande. Mai qualcuno si sarebbe aspettato di star assistendo alla rivoluzione dei Mahou Shoujo, d’esser testimone del momento in cui un genere viene radicalmente e eternamente trasformato. Mai qualcuno si sarebbe aspettato d’aver assistito alla nascita di un capolavoro.

COWBOY BEBOP

Quello che succede con Cowboy Bebop è un po’ quello che succede con tutti gli anime vecchi. Semplicemente, a causa del fatto che ormai i disegni e le animazioni di un’opera sono considerati obsoleti, allora l’anime non è degno d’esser guardato. Ovvero, a causa del fatto che ciò che vediamo a prima vista non ci piace, decidiamo che quell’opera non ha nulla da offrire. Decidiamo, a prescindere da tutto e tutti, che i disegni e le animazioni hanno un valore più importante rispetto alla storia ed ai personaggi.

Parte 2

Se solo ignorassimo quel maledetto pregiudizio, scopriremmo che tutto quello che stiamo guardando oggi è in realtà inspirato dal passato. Scopriremmo che Cowboy Bebop ha delle animazioni che non hanno nulla da invidiare a quelle moderne. Capiremmo che tutte le opere hanno un messaggio da dare, e che questo messaggio non si limita ai disegni o alle animazioni. Esso è rinchiuso nel luogo in cui i pregiudizi non sono ammessi: nei personaggi e nella storia. E, ragazzi miei, mai troverete dei personaggi così belli come quelli che avete visto in Cowboy Bebop.

Rispondiamo alla domanda del titolo

Abbattere il pregiudizio è importante perché con esso abbattiamo l’unico limite che ci impedisce di aprire la nostra mente. Abbattere il pregiudizio è importante perché ci aiuta a scoprire tantissime nuove magnifiche opere che prima ignoravamo. Nel farlo, comprendiamo il fatto che tutte le storie nascono per trasmettere un messaggio, e che per scoprirlo e comprenderlo è necessario ascoltarle fino alla fine.

 

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